default_mobilelogo

Sulla scrittura

newsletter

Per ricevere le ultime notizie su lavoro, editoria e formazione Iscrizione newsletter

Editoria e Scrittura su Facebook

Il giorno in cui sono diventata Virginia Woolf

virginia

Sì, sono diventata Virginia Woolf. Almeno sul web. Quando? Il 21 febbraio 2012. Dove? Nella pagina Facebook La Stanza di Virginia, collegata anche alla rivista web  che dirigo. In questa  pagina scrivo liberamente, citando anche autori, a volte.

Leggi tutto...

Road book - letture di strada

road book

Leggere insieme: la comunità delle parole condivise scende in piazza e fa il giro di Roma.

 

Leggi tutto

 

 

I quaderni del MDS

La mia Istanbul

la-mia-istanbul

Viaggio di una donna occidentale attraverso la Porta d'Oriente

> Leggi il primo capitolo

> Vai a lamiaistanbul.it

Francesca Pacini a RAI1

Il blog

il blog

Archivio

Parliamo di “È simpatico ma gli romperei il muso”, opera felice (dall’infelice titolo italiano) del raffinato cineasta francese. La storia sottile e lacerante di un triangolo sentimentale che offre lo spunto per capire a chi appartenga questo o qualsiasi film. La varietà di interpretazioni di cui è vittima un’invenzione pubblica (libri, film, dischi, etc.) e, in questo caso, un discusso, enigmatico finale nel quale sono intervenuti in molti. Non soltanto l’autore...

di Francesca Pacini

di Francesca Pacini

Parti per un viaggio. Destinazione: Parigi. Beato te. Attraversi i giardini del Bois de Boulogne, sali in cima alla Torre Eiffel, percorri i sorprendenti saloni del Louvre. Poi, magari, una sosta ristoratrice in uno di quei deliziosi, ma pure stimolanti, caffè frequentati in passato dagli scrittori (forse scegli El Flore, quello preferito da Sartre). Più tardi un'escursione a Montmartre e, perché no? Una passeggiata "necrologica" al Pére Lachaise. E via scoprendo.

Alla fine sei esangue ma soddisfatto. Pensi che Hemingway aveva ragione, "Parigi è una festa mobile". Solo che tu, invece, non stai setacciando la città in lungo e in largo, preda di un'ansia feconda, ma te ne stai tutto il giorno in albergo. Uno comodo, a quattro stelle. Non da solo, ovviamente: con la fidanzatina di turno. E alla mamma che ti chiama al telefono racconti estasiato tutto ciò che (non) hai visto grazie all'ausilio di un libretto. Farcito di immagini e istruzioni per l'uso. Il City Book offerto dal Corriere della Sera, per la precisione. Questo, ciò che suggerisce – con rara intelligenza – la pubblicità della guida in questione. Insomma, Parigi è una festa, sì, ma immobile. Da godere chiuso dentro una stanza (e si capisce di quali celebrazioni stiamo parlando).

D'altronde anche la mamma, a Praga, irrinunciabile guida alla mano, sta improvvisando ponti e palazzi con l'indice puntato su pagine risolutive. Mentre il marito (tuo padre), in vestaglia sorride con aria complice. Dunque un inno all'alcova piuttosto che una – sana – istigazione al viaggio. Peccato, perché l'iniziativa del quotidiano è apprezzabile: fornire al lettore guide complete sulle città sparse nel mondo. Un regalo utile che può anche diventare uno spunto per una meta non contemplata. Perché, quindi, mortificarla, con uno spot che ci infligge un italianetto furbastro e qualunquista?

Comunque, l'esempio nocivo, quello di una gita all'estero che si risolve in una permanenza in hotel, si inserisce a pieno titolo in una pratica – assai diffusa, purtroppo – del turismo inteso come svago e non come avventura, apprendimento. Che, lontana dagli illuminanti pellegrinaggi di Chatwin, preferisce spesso i rituali goderecci ma sterili dei Club Mediterranée. Benissimo: un'idea da combattere che viene invece ribadita. Con irritante disinvoltura.

Da “Storie”, n. 24, novembre ’96 – febbraio ’97, a. VI, p. 22

Di solito si parte per raggiungere una meta. Qualche volta, però, la meta coincide con il viaggio stesso. Parliamo di “Sentieri nel ghiaccio”. E il diario di una marcia sofferta ma non discussa, da Monaco a Parigi, per raggiungere, e forse salvare, un’amica malata. Ma soprattutto il cineasta tedesco scopre in questo tragitto il ritmo giusto per osservare una realtà spesso lancinante. Proprio come quella che racconta nei suoi film...

di Francesca Pacini

di Francesca Pacini

 

Voi state usando il computer ma, per caso, si rompe. Vabbè, può capitare. Un incidente fastidioso, d’accordo. Nulla di irrimediabile, però. Per lo scrittore spagnolo Antonio Muñoz Molina, inve­ce, si tratta addirittura – ohilà – di un attentato al lavoro compiuto. In un articolo pubblicato su “El Paìs” si lancia infatti in un’invettiva antitelematica a favore di una ritrovata pratica amanuense.

Kaspar Hauser, ragazzo senza patria né origini un giorno, all’improvviso, compare a Norimberga. È il 1812. Si mormora addirittura che sia il legittimo erede al trono. Per altri, è solo un selvaggio. D’altronde, lui non parla... Questa è la storia di un mistero vissuto da una nazione intera.

di Francesca Pacini

II 6 giugno del 1838 Balzac abbandona Milano. Non ci tornerà più. Il suo soggiorno è stato tormentato da ostilità e malintesi. Che vi raccontiamo.

di Francesca Pacini

Nel 1949 John Haigh è condannato a morte per vari omicidi. Durante il processo, confessa di aver bevuto il sangue delle vittime. Una specie di Dracula o una variante del serial-killer? Un caso che ha appassionato e inquietato gli inglesi nel dopoguerra.

di Francesca Pacini

Nel V secolo i monasteri sono vietati alle donne. Marina decide allora di travestirsi da uomo, nascondendo la sua identità fino alla morte. La Chiesa la beatifica per le virtù dimostrate. Ma la sua storia è anche l'aspro esempio di una resa alle condizioni maschili...

di Francesca Pacini