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Scrivere, camminare.

Scrivere

Bruce Chatwin era un gran camminatore. E uno scrittore capace di affabulare, incantare con le sue storie di viaggi e paesi. Senza lasciarsi mai sfuggire l’estetica degli oggetti d’arte, a cui era morbosamente legato. Nomade inquieto (non a caso scrisse un libro intitolato “Anatomia dell’irre

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Il giorno in cui sono diventata Virginia Woolf

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Sì, sono diventata Virginia Woolf. Almeno sul web. Quando? Il 21 febbraio 2012. Dove? Nella pagina Facebook La Stanza di Virginia, collegata anche alla rivista web  che dirigo. In questa  pagina scrivo liberamente, citando anche autori, a volte.

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Road book - letture di strada

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Leggere insieme: la comunità delle parole condivise scende in piazza e fa il giro di Roma.

 

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I quaderni del MDS

La mia Istanbul

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Viaggio di una donna occidentale attraverso la Porta d'Oriente

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Francesca Pacini a RAI1

Il blog

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Roy Peter Clark è vicepresidente e Senior Scholar del Poynter Institute, la famosa scuola americana di giornalismo che rappresenta un riferimento importante per tutti i giovani che vogliono fare questo mestiere.

Con lui abbiamo discusso di giornalismo e scrittura sul web...

 

di Francesca Pacini

Roy Peter Clark è contento di fare questa intervista. Dice che suo nonno, Peter Marino, originario di Napoli, sarebbe stato orgoglioso di lui. Gentilissimo, ha i modi "cool" degli americani, che ti mettono subito a tuo agio e abbattono ogni confine. Un po' come accade nel web, con la sua democrazia orizzontale che fa tramontare i modi affettati e i manierismi.
Giornalista di razza, fine teorico del linguaggio (mai separato dalla pratica, però), Roy Peter Clark è è vicepresidente e Senior Scholar del Poynter Institute, una delle scuole di giornalismo più apprezzate e conosciute, non solo in America. Prima dell'uscita di Silmarillon, ci fa un bel regalo: sulle sue pagine online pubblica in anteprima l'intervista, tradotta, insieme alla mail con il "manifesto" della rivista.

Il Poynter Institute, di cui fa parte, è una delle migliori scuole americane di giornalismo. Come gestite il web, con il suo citizen journalism e il mondo dei blog? Che differenze e analogie esistono con il giornalismo tradizionale?

Il giornalismo è una disciplina di verifica, non di asserzione. Non sei un giornalista se non interagisci con il mondo per scoprire cose, e verificarle. Questo si applica anche al citizen journalism e ai blogger. Alcuni fra loro non sono affatto giornalisti. Altri condividono valori tradizionali, ma li esprimono in un nuovo, importante modo.

Lei parla di “giornalismo epistolare”, che si ha quando un reporter cita in modo esaustivo lettere, messaggi di posta elettronica, instant messages e messaggi vocali. Che accade ora, con la modalità dei link offerta dal web?

L’abilità di linkare altre fonti è una delle migliori possibilità del web. Si tratta una forma di esplorazione intellettuale. Ma si potrebbe esagerare. Io preferisco un approccio minimalista al sistema dei link per riconoscere il valore continuativo di un argomento lineare o narrativo. In altre parole, voglio che i link aiutino i miei lettori, ma non voglio distoglierli dalle mie parole e dalle mie idee.

Nei suoi Fifty writing toolsdà suggerimenti per migliorare le capacità di scrittura. Come funzionano se applicati alla scrittura sul web?

Le strategie del mio libro Writing tools si applicano alle varie discipline e alle varie piattaforme mediatiche. Si applicano a giornalisti, poeti, blogger, propagandisti, comici – tutti gli scrittori che scrivono con un intento e si battono per i significati. Per esempio, la gente parla della scrittura sul web come di una scrittura corta ed efficiente, ciononostante, malgrado lo spazio digitale sia infinito, vedo troppi eccessi nella scrittura. Chi scrive sul web dovrebbe fare attenzione all’economia, alla chiarezza, alla brevità, all’immediatezza.


Alla fine di ogni paragrafo è possibile ascoltare un podcast. Questa forma arricchisce la scrittura tradizionale? L’era del multimediale sta cambiando radicalmente i rapporti con i lettori…

Viviamo in un tempo così eccitante per quanto riguarda i media, molti confini sono stati superati. Ciò non vuol dire che le vecchie forme siano obsolete, solo che le nuove forme, e le forme ibride, stanno competendo per ottenere attenzione. Le forme multimediali, come le presentazioni powerpoint arricchite di audio narrativi a corredo delle immagini, possono essere prodotte con una sorta di integrità giornalistica nell'interesse pubblico. Ma abbiamo anche molteplici media – la stampa, le trasmissioni audio e video, la fotografia – che continuano a informarci e ispirarci.

Cosa pensa del citizen journalism?

Penso sia un termine ingannevole. Dipende da cosa si intende per citizen e journalism. Abbiamo trascorso la maggior parte del ventesimo secolo provando a educare i giornalisti nelle loro abilità e nei loro valori in modo che diventasser sempre più responsabili, più professionali. Il web ci ha reso tutti amatori. In questi sviluppi c’è una parte buona ma anche il suo contrario. Durante una catastrofe, per esempio, molte delle immagini che vediamo provengono da fotografie amatoriali scattate sulla scena. Ma mi sentirei meglio se fossero alcuni professionisti – chiamiamoli editori se vuoi – ad aiutare informando e guidando il citizen journalist.

Parliamo di blog wrtiting. Il blogger è un giornalista anche se non ha un “pedigree”?

Molti blogger non sono giornalisti. La maggior parte di loro non aspira a esserlo. Alcuni blogger che sono giornalisti disdegnano i giornalisti, non vogliono essere associati ai media mainstream. Il blogging, come il giornalismo, è un termine che contiene molte diverse forme di espressioni. La chiave, come dice prima, sta nel vedere se il blogger scopre fatti, li esamina. Senza questo, non c’è nessun giornalismo.

Che cambiamenti si avranno in futuro? La scrittura è sotto l’influenza delle nuove tecnologie, e di una società che chiede brevità, velocità, semplicità. Il nuovo secolo è una sfida per i giornalisti…

Non è possibile prevedere il futuro della tecnologia o del giornalismo, chi lo fa è un pazzo. Basta vedere quante sorprese abbiamo sperimentato negli ultimi dieci anni. Le democrazie, per rimanere in salute, hanno bisogno di cittadini informati. Che modello economico fornirà le risorse affinché le nuove organizzazioni svolgano effettivamente il loro lavoro, e lo facciano in modo efficace? Nessuno lo sa con certezza.

Quale dei suoi cinquanta strumenti dovrebbe sempre ricordare e usare chi scrive per il web?

I seguenti: ricordare che gli attrezzi di base prescindono dal medium che usiamo, mettere i verbi e i soggetti all’inizio delle frasi, preferire i verbi attivi, ordinare le parole per enfasi, fare grandi e piccoli tagli, variare le lunghezze. Sono applicazioni universali.


L'intervista in lingua inglese sul sito della Poynter:
L'anteprima americana dell'intervistasul Poynter Institute, pubblicata nel mese di Luglio. Ringraziamo Clark per le parole che ci ha dedicato in uno degli spazi più prestigiosi per il giornalismo internazionale.

Approfondimenti
http://www.poynter.org/profile/profile.asp?user=1711