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Parole in viaggio

Il giorno in cui sono diventata Virginia Woolf

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Sì, sono diventata Virginia Woolf. Almeno sul web. Quando? Il 21 febbraio 2012. Dove? Nella pagina Facebook La Stanza di Virginia, collegata anche alla rivista web  che dirigo. In questa  pagina scrivo liberamente, citando anche autori, a volte.

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Road book - letture di strada

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Leggere insieme: la comunità delle parole condivise scende in piazza e fa il giro di Roma.

 

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I quaderni del MDS

La mia Istanbul

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Viaggio di una donna occidentale attraverso la Porta d'Oriente

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Francesca Pacini a RAI1

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Eppure un giorno la politica dovrà ricongiungersi con l'etica se vorremo vivere in un mondo migliore: migliore in Asia come in Africa, a Timbuctu come a Firenze. A proposito, Oriana. Anche a me capita che, come ora, ogni volta che ci passo, questa città mi fa male e mi intristisce. Tutto è cambiato, tutto è involgarito. Ma la colpa non è dell'Islam o degli immigrati che vi si sono installati. Non sono loro che hanno fatto di Firenze una città bottegaia, prostituta al turismo! E' successo dappertutto. Firenze era bella quando era più piccola e più povera. Ora è un obbrobrio, ma non perchè i musulmani si atteando in piazza del uomo, perché i filippini si riuniscono il giovedì in piazza Santa Maria Novella e gli albanesi ogni giorno alla stazione. E' così perché anche Firene si è "globalizzata", perché non ha resistito all'assalto di quella forza che, fino a ieri, parea irresistibile: la forza del mercato.

Nel giro di due anni da una bella strada del centro, via Tornabuoni, in cui fin da ragazzo mi piaceva andare a spasso, sono scomparsi una libreria storica, un veccio bar, una tradizionalissima farmacia e un negozio di musica. Per far posto a che? A tanti negozi di moda.

Credimi, anche io non mi ci ritrovo più.

Per questo sto anchìio ritirato, in una sorta di baita nell'Himalayua indiana dinanze alle più divine montagne del mondo. Passo ore, da solo, a guardarle, lì amestose e immobili, simbolo della più grande stabilità, eppure anche loro, col passare delle ore, continuamente diverse e impermamenti come tutto nell'universo.

La natura è una grande maestra, Oriana, e bisogna ogni tanto tornare a prendere lezione.

Tornaci anche tu.

Chiusa nella scatola di un appartamento dentro la scatola di un grattacielo, con dinanzi grattacieli pieni di gente inscatolata, finirai per sentirti sola davvero; sentirai la tua esistenza come un accidente e non come parte di un tutto molto, molto più grande di tutte le torri che hai davanti e di quelle che non ci sono più.

Guarda un filo d'erba al vento e sentiti come lui. Ti passerà anche la rabbia.

Ti saluto, oriana, e ti auguro di tutto cuore di trovare la pace. perché se quella non è dentro di noi non sarà mai da nessuna parte.

(Tiziano Terzani, Lettere contro la guerra)