default_mobilelogo

Editoriale

I commenti di alcuni allievi

Pubblichiamo volentieri i commenti di alcuni allievi che hanno partecipato al corso intensivo.

 

Cara Francesca,

a esprimere giudizi positivi si finisce sempre nella vacua retorica, ma ho deciso di correre il rischio. Personalmente ho trovato il corso da te promosso interessante, utile e concreto. Giudizio dozzinale, ma credo che l’immaginario comune abbia fatto di questi aggettivi

...

newsletter

Per ricevere le ultime notizie su lavoro, editoria e formazione Iscrizione newsletter

Editoria e Scrittura su Facebook

Il giorno in cui sono diventata Virginia Woolf

virginia

Sì, sono diventata Virginia Woolf. Almeno sul web. Quando? Il 21 febbraio 2012. Dove? Nella pagina Facebook La Stanza di Virginia, collegata anche alla rivista web  che dirigo. In questa  pagina scrivo liberamente, citando anche autori, a volte.

Leggi tutto...

Road book - letture di strada

road book

Leggere insieme: la comunità delle parole condivise scende in piazza e fa il giro di Roma.

 

Leggi tutto

 

 

I quaderni del MDS

La mia Istanbul

la-mia-istanbul

Viaggio di una donna occidentale attraverso la Porta d'Oriente

> Leggi il primo capitolo

> Vai a lamiaistanbul.it

Francesca Pacini a RAI1

Il blog

il blog

Se ripenso al corso di editoria mi vengono in mente, al di là del difficile ri-scontro con il mondo editoriale che mi aspettava e vi aspetterà, dei mesi molto pieni e appassionanti, che sono serviti a darmi un’idea del percorso che trasforma un dattiloscritto nel libro che compriamo, leggiamo, a volte amiamo.


Chi come me affronta un corso del genere ha prima di tutto, ça va sans dir, una grande passione per i
libri, ma per quanto mi riguardava io non avevo un’ idea chiara di quello che ci fosse dietro: delle figure
professionali che esistono all’interno di una casa editrice, del lavoro di editing, di confronto con gli
autori, di revisione e di impaginazione; un lavoro di perfezionamento, di limatura, invisibile ma
fondamentale.
Delle lezioni di Francesca, mia docente, dieci anni dopo ricordo soprattutto l’entusiasmo in
quello che faceva e la capacità, molto concretamente e, direi, con atteggiamento più “artigianale” che
“artistico”, di farci accostare alla lettura critica di un testo: insegnarci a valutarne potenzialità e limiti, a
riflettere su registri e stili, a ipotizzare come avrebbe potuto essere migliorato. Insomma, prima di tutto,
ad acquisire come lettori l’attitudine a uno sguardo “attento”, un abito mentale che poi un abito mentale che poi mi sono
ritrovata e ho approfondito nella mia esperienza di redazione e nel lavoro come traduttrice.