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Editoriale

Scrivere, camminare.

Scrivere

Bruce Chatwin era un gran camminatore. E uno scrittore capace di affabulare, incantare con le sue storie di viaggi e paesi. Senza lasciarsi mai sfuggire l’estetica degli oggetti d’arte, a cui era morbosamente legato. Nomade inquieto (non a caso scrisse un libro intitolato “Anatomia dell’irre

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Il giorno in cui sono diventata Virginia Woolf

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Sì, sono diventata Virginia Woolf. Almeno sul web. Quando? Il 21 febbraio 2012. Dove? Nella pagina Facebook La Stanza di Virginia, collegata anche alla rivista web  che dirigo. In questa  pagina scrivo liberamente, citando anche autori, a volte.

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Road book - letture di strada

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Leggere insieme: la comunità delle parole condivise scende in piazza e fa il giro di Roma.

 

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I quaderni del MDS

La mia Istanbul

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Viaggio di una donna occidentale attraverso la Porta d'Oriente

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Francesca Pacini a RAI1

Il blog

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writing therapyLe parole sono suoni dell’anima. Sono uno dei modi in cui l’anima si esprime, da sempre.
Lo sanno bene i poeti. Lo sa chiunque conosca la forza terapeutica della parola per tirare fuori traumi, emozioni, per raccontarsi e liberarsi del passato. Con la forza della parola la psicoanalisi e le psicoterapie guariscono perfino le ferite più gravi.
Perché  la  parola è collegata alle emozioni, alle sensazioni, serve a tirare fuori le parti nascoste di noi.
A differenza della parola “parlata”, la parola scritta lascia una traccia, si libera in un perimetro materiale ben definito.
Diventa così un deposito in cui lasciare i  bagagli inutili che ci portiamo dentro.
Ma dobbiamo essere disposti alla sincerità con noi stessi.
Nell’antichità le tradizioni orali usavano le storie per raccontare il mondo, educare le persone alla vita. Le favole, ancora oggi, sono un tesoro inesauribile di conoscenza.
Ma è con la nostra storia, che riusciamo davvero a cambiare.
Scrivere la propria storia, scegliendo con cura il linguaggio e le parole, aiuta a ri-conoscersi e dare un nuovo significato al proprio destino.
Ma non possiamo farlo da soli, abbiamo bisogno di uno specchio in cui rifletterci, uno specchio che ci aiuti a tirare fuori le emozioni per poi metterle su carta e condividerle in un percorso corale.
E’ questa la differenza fra il solipsismo narcisistico di molti scrittori e l’uso della storia, della narrazione, per arrivare a un contatto profondo con sé stessi da donare poi agli altri, in un gioco di specchi e rimbalzi.

In questo contesto non c’è spazio per l’ego. Attraverso l’uso degli archetipi, alcune narrazioni preliminari aiutano ciascun partecipante a individuare la sua energia personale, la sua “guida”. Ricordando sempre che là dove sta la ferita sta anche il guaritore.
Nel  mondo antico lo Zodiaco rappresentava un formidabile strumento di conoscenza  ed  è proprio da quegli antichi simboli di pianeti-energia, e la loro leggenda, che ciascuno parte per guardare dentro di sé.
Il Sole, la Luna, Marte, Giove, Saturno…in quale archetipo ci riconosciamo? Siamo guerrieri o siamo inibiti, amiamo la riflessione o l’azione, il palcoscenico o l’ombra?
L’uso di alcune storie universali ci aiutano a capire meglio la nostra. Nelle fiabe e nelle leggende cercheremo la nostra traccia e, seguendo le briciole di Pollicino, ricostruiremo la nostra storia.
Emozioni, eventi, desideri  e frustrazioni si collegano in un percorso guidato che insegna ad ascoltare le parole usando la musica, il cinema, le immagini oniriche.
L’uso del linguaggio è individuale e ognuno trova la sua forma migliore.
L’importante è capire che non possiamo imbrogliare. L’uso della prima o della terza persona dipendono dalla capacità individuale di mettersi in relazione con se stessi. Attraverso l’analisi delle due opzioni ogni partecipante sceglie la propria.
Una volta scritta e terminata la propria storia, è possibile individuare limiti e forze per scrivere il proprio futuro. Sì, perché una volta scritta, la storia viene poi bruciata nel fuoco che, simbolicamente, purifica  e trasforma.

Il senso è quello della non conservazione dei pesi  e della capacità di liberare nuove energie davanti a un foglio bianco, su cui ognuno scriverà un futuro immaginato per chiarirsi obiettivi e desideri.
Questo, invece, sarà conservato.
Scrivere il proprio passato è necessario per  ri-disegnare un futuro diverso.
L’anima è intimamente connessa alla scrittura. Non a caso nelle leggende antiche il dio Mercurio (legato, appunto, alla scrittura e alla comunicazione) era il mediatore fra il cielo e la terra, fra gli uomini e gli dei. Sono solo simboli, ovviamente, che però sono ben radicati nell’inconscio collettivo da cui possiamo attingere ogni volta che cerchiamo nuove energie.
E non importa che l’anima sia intesa in senso cristiano, buddhista, gnostico, musulmano, ecc…L’anima è l’energia che ci connette a questo universo di infinite possibilità. E la scrittura è un ponte verso la libertà.
Durante il percorso vengono effettuate letture di brani che aiutano a capire i processi terapeutici della scrittura.

 

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